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PROGETTO FAMIGLIA AFFIANCA FAMIGLIA

PROGETTO FAMIGLIA AFFIANCA FAMIGLIA

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Associazione “Dalla parte dei bambini” – Piacenza 

 

L’Associazione, fondata a Piacenza nel 1986 da un primo nucleo di famiglie adottive e affidatarie, svolge attività di promozione, sostegno e accompagnamento dell’esperienza di adozione, affido e accoglienza familiare; collabora con le istituzioni e le altre realtà del privato sociale del territorio piacentino ed è membro fondatore di CARE e di CAMino (coordinamento accoglienza minori della provincia di Piacenza); è socio SVEP (centro servizi per il volontariato) e ha aderito al Forum terzo settore di Piacenza.

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO

Il progetto FAMIGLIA AFFIANCA FAMIGLIA nasce nell'anno 2013 dall’opportunità rivolta al mondo del volontariato dal Centro Servizi per il volontariato SVEP di Piacenza, attraverso un bando per la co-progettazione nell’ambito della “fragilità minorile”. Associazione capo fila è stata fin dall'inizio l'associazione “Dalla parte dei bambini”.

Il territorio individuato per la prima esperienza progettuale è stato il distretto di Levante, in particolare sono stati individuati i Comuni di Fiorenzuola, Cadeo e Caorso.

Nell'anno in corso verrà promosso in un altro Comune della Provincia sempre del Distretto di Levante, Carpaneto, e in un quartiere del Comune di Piacenza.

Primo step del Progetto è, sul territorio scelto, la creazione di un Comitato Promotore costituito dalla  rete di associazioni di volontariato interessate al tema, associazioni non dedicate specificamente all’affido, o anche non dedicate specificamente ai minori, promuovendo il coinvolgimento di altri partner istituzionali e non, in collaborazione e integrazione con i Servizi Sociali di riferimento, con l’obiettivo condiviso di elaborare una proposta progettuale di promozione e attuazione del progetto sul territorio interessato.

 Il progetto FAMIGLIA AFFIANCA FAMIGLIA vuole evitare il più possibile l'allontanamento dei bambini dalla propria famiglia, sostenendo le figure genitoriali in difficoltà fornendo un sostegno articolato all'interno del nucleo familiare. Non è rivolto soltanto ai minori presenti nel nucleo ma è caratterizzato dall'affiancamento di tutto il nucleo familiare capace di esercitare un'azione di appoggio nella quotidianità, orientato allo sviluppo delle competenze genitoriali e alla reciprocità.

Considerati gli obiettivi elettivamente preventivi propri del progetto, gli interventi di affiancamento possono riguardare esclusivamente nuclei familiari in cui le potestà parentali non siano in alcun modo limitate, non siano interessati da provvedimenti dell'autorità giudiziaria o comunque non presentino problematiche di tutela dei minori tali da giustificare procedure finalizzate all'allontanamento per progetti di affido familiare o inserimento in comunità di accoglienza.

Obiettivi e tempi

Obiettivo della sperimentazione del progetto FAMIGLIA AFFIANCA FAMIGLIA è quello di realizzare esperienze di affiancamento familiare finalizzate a sostenere per un periodo di tempo, definibile indicativamente di 12mesi, altrettanti nuclei familiari con minori che presentino situazioni di fragilità.

Il periodo di attuazione del progetto potrà essere prolungato di 6 o 12 mesi, qualora se ne rilevasse la necessità e in accordo con tutte le parti coinvolte.

I protagonisti dell'affiancamento familiare sono:

Le Due famiglie, una famiglia solidale che sostiene e aiuta una famiglia in situazione di temporanea difficoltà, coinvolgendo tutti i soggetti di entrambi i nuclei familiari.

Il Referente territoriale: punto di riferimento sul territorio per una prima informazione sull’affiancamento familiare. Relativamente alla famiglia bisogno, a seguito del primo incontro il referente territoriale redigerà una scheda sintetica sulla famiglia richiedente e le sue necessità, mentre, relativamente alla famiglia risorsa contatterà l’AS competente per fissare un colloquio di conoscenza e valutazione della disponibilità espressa dal nucleo interessato. Dato il ruolo del referente territoriale è preferibile che questa figura appartenga ad un’associazione del territorio, scelta tra chi si rende disponibile a ricoprire questo incarico, e non ad un ente o istituzione. Il colloquio tra il referente territoriale e le famiglie bisogno/risorsa dovrà avvenire in una sede idonea all'ascolto e alla tutela della privacy, definita in accordo con tutti i soggetti afferenti al medesimo territorio.

Il referente territoriale conserva, con cura e nel rispetto della normativa sulla privacy, le schede relative alle famiglie che si sono proposte per il progetto Famiglia Affianca Famiglia, ritenute idonee e in attesa di abbinamento. Le schede delle famiglie abbinate saranno consegnate in originale al tutor referente del progetto, mentre le schede delle famiglie non idonee saranno consegnate al Centro Servizi per il Volontariato SVEP di Piacenza, per l’archiviazione definitiva.

La figura del Tutor: ruolo e funzioni

A fronte della segnalazione di un caso e del consenso della famiglia bisogno a valutare l'opportunità di far parte di un progetto di affiancamento, entra in gioco la figura del Tutor per curarne gli aspetti operativi e il loro monitoraggio, nonché il raccordo tra le parti coinvolte.

Il tutor rappresenta una figura strategica per la gestione degli aspetti operativi dei singoli progetti di affiancamento familiare, perché funge da riferimento costante di entrambe le famiglie coinvolte nel progetto medesimo, tiene il raccordo tra tutti i soggetti interessati, istituzionali e non, e li aggiorna sull'andamento dell'intervento. Le funzioni principali del tutor sono, quindi, di sostegno delle famiglie e di monitoraggio delle diverse tappe del percorso, soprattutto nella fase iniziale o nel momento di cambiamento maggiore della famiglia affiancata.

Il tutor è un volontario che deve possedere buone capacità relazionali e organizzative maturate nell’ambito di esperienze personali e/o professionali precedenti.

Il Coordinamento territoriale: composizione, ruolo e funzioni

Il Coordinamento territoriale è espressione della collaborazione tra il volontariato locale e i Servizi Sociali ed è composto dai referenti territoriali, dai tutor individuati dalla rete delle associazioni coinvolte nell’affiancamento familiare e dall’AS competente per territorio.

Il Coordinamento territoriale ha la funzione di valutare le famiglie interessate a realizzare un progetto di affiancamento in qualità di nucleo affiancato e affiancante e ne individua gli abbinamenti per l’avvio di percorsi di aiuto concreti.

Concordato l’abbinamento tra le famiglie, il Coordinamento territoriale individua al suo interno il tutor a cui assegnare il caso e autorizza all’avvio degli incontri per l’elaborazione del Patto tra le famiglie.

L’Equipe tecnica: composizione, ruolo e funzioni

L’Equipe tecnica è lo strumento concertativo con funzione di valutazione e verifica dei progetti di affiancamento familiare, poiché ne approva gli accordi o Patti tra le famiglie, ne verifica gli esiti e ne promuove l’eventuale proroga.

L’Equipe tecnica è composta dai seguenti soggetti:

−     responsabile dei Servizi Sociali

−     assistente sociale responsabile del caso, se presente, o referente di territorio

−     tutor referente del caso.

L’Equipe tecnica si riunisce su proposta del tutor, per la lettura e la valutazione del Patto elaborato dalle famiglie ed esprime un parere in merito ai contenuti dell’accordo stesso. In caso di parere favorevole, l’Equipe tecnica approva il Patto tra le famiglie e autorizza il tutor alla stesura definitiva e alla sottoscrizione da parte delle famiglie coinvolte. In caso contrario, il tutor incontra le famiglie per rivedere il patto alla luce delle osservazioni dell’Equipe tecnica e richiede alla stessa un successivo confronto per l’approvazione definitiva.

Al termine del progetto di affiancamento, il tutor chiede all’Equipe tecnica un incontro di verifica degli esiti raggiunti, illustrati dal tutor referente, e attende un parere in merito alla conclusione o alla scelta di proroga di 6 o 12 mesi, come prevedono le presenti Linee guida.

In caso di proroga, l’Equipe tecnica sarà di nuovo chiamata ad un incontro di valutazione finale, sempre su richiesta del tutor referente del caso.

Nel corso del progetto, in caso emergessero situazioni di particolari gravità, il tutor può chiedere un incontro all’Equipe tecnica, per valutare l’opportunità di proseguire o sospendere anticipatamente il progetto stesso.

Lo strumento dell’affiancamento familiare: Il Patto tra le famiglie

Il Patto è l’accordo che definisce gli impegni reciproci tra le famiglie coinvolte nel progetto ed è frutto del confronto tra i bisogni espressi dalla famiglia affiancata e le disponibilità offerte dalla famiglia affiancante. Il confronto tra le famiglie sarà supportato dalla figura di tutor, che avrà il compito di facilitare il dialogo tra le parti e la stesura dell’accordo.

Il patto include:

-       definizione dei bisogni

-       modalità di intervento

-       definizione di obiettivi e indicatori di risultato

-       definizione della tempistica di monitoraggio e verifica del progetto

-       modalità di comunicazione tra i diversi soggetti coinvolti nel progetto

-       eventuali modifiche in corso di progetto

-       condizioni di rinnovo

-       eventuali rimborsi spese

 

La bozza del Patto tra le famiglie passa al vaglio dell’Equipe tecnica, per la valutazione dell’accordo e l’approvazione definitiva del medesimo.

A seguito dell’approvazione dei contenuti dell’accordo tra le famiglie, il Patto viene redatto in forma definitiva e sottoscritto dalle parti. In caso necessitasse di modifiche o ulteriori approfondimenti, sarà di nuovo sottoposto alle famiglie per la ridefinizione dell’accordo e l’approvazione in sede di équipe tecnica.

Con l’approvazione del Patto tra famiglie, il Servizio Sociale competente per territorio provvede agli opportuni atti amministrativi necessari per la ratifica del progetto e l’assunzione del relativo impegno di spesa, quale rimborso delle spese sostenute dalla famiglia affiancante in relazione alle attività previste dal progetto medesimo. Tale rimborso viene previsto dal tutor e approvato dall’Equipe tecnica in sede di valutazione del progetto di affiancamento familiare da avviare.

Il progetto prevede inoltre la copertura assicurativa per danni provocati dai minori verso terzi, oltre alla copertura per infortuni della famiglia affiancante.

 

 

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